Tao and Chi

Tao & Chi

Abbiamo scelto questo strano titolo per sottolineare come Taoismo filosofico e Taoismo religioso sono due cose e non una. Il Taoismo filosofico segue le leggi della natura, il Taoismo religioso “insegna a operare contro natura” (Fung Yu-Lan). Quindi, non solo sono due cose distinte, ma sono anche opposte. Chi ha letto il Tao Te Ching o il Chuang Tzu sa bene come  la filosofia cinese ha poco a che vedere con i ponderosi volumi dei filosofi occidentali: essa si esprime per aforismi, allusioni. Lao -Tzu, a differenza di un  Aristotele o di un Platone, tutto quello che aveva da dire lo ha affidato a pochissime pagine. Chuang -Tzu, ha detto tutto in un libro. E così Lieh -Tzu.

Tao vuol dire “Via”. Spesso in Occidente viene paragonato ad un Dio creatore, ma non è corretto. Esso non crea nulla nel senso che noi attribuiamo al verbo creare: le cose emanano da Esso, perché il Tao è l’Essenza di ogni cosa, la Forza di ogni forza, la Vita di ogni vita. E’ indefinibile perché le parole non possono contenerLo. E’ inesauribile perché permea l’intero universo. Ogni cosa viene in esistenza perché leggi di natura vogliono che così sia. Caratteristica principale del Tao è il Mutamento. Come bene sottolinea il Duyvendak nel suo commento al Tao Te Ching nel capitolo primo, è paradossale come una via che dovrebbe dare l’idea di immutabilità e di permanenza, alla fine sia caratterizzata da una “perpetua mutevolezza”: “fra tutti i paradossi del Tao te Ching , questo è il primo e il più importante.” Ecco perché leggiamo nello stesso capitolo

“La Via veramente Via non è una via costante” e “I Termini veramente Termini non sono termini costanti”, cioè i nomi (termini) veri sono quelli che non possono definire alcunché, perché sono inconstanti.  Per tanto, chi si aspetta di trovare nella filosofia cinese un preciso percorso fatto di segnalazioni e di certezze, ci rimane deluso. Ma allora come è possibile parlare di filosofia davanti ad aforismi paradossali che non hanno nessun svolgimento logico di pensiero? Come può essere chiamato filosofo un Lao-Tzu che fin dall’inizio ci dice che le parole non possono spiegare il Tao la cui essenza è il Mutamento? Da un punto di vista teorico non è possibile, ma da un punto di vista pratico non solo è possibile, ma è l’unica verità accettabile e verificabile! Il filosofo cinese non è un teorico, ma un pratico che segue le leggi della natura, e la sua filosofia è molto “simile” a quella del contadino e dell’uomo di buon senso. Basta leggere il secondo capitolo del Tao Te Ching per capire come ogni cosa postula il suo opposto. Ciò è reso in maniera perfetta dal simbolo famosissimo del Tai Chi, laddove gli opposti  Yin e Yang abbracciati contengono, ciascuno al suo interno, il loro opposto: all’interno del Nero c’è un puntino bianco e all’interno del bianco c’è un puntino nero. La notte genera il giorno, il giorno genera la notte…

Con poche nozioni di base (Tao, Wu-wei, Yin e Yang, Mutamento, Natura), i filosofi taoisti sono riusciti a creare dei testi immortali ricchi di saggezza e buon senso, oltre che di suggestioni. A differenza dei filosofi occidentali, essi non sono mai stati superati, ed ancora oggi, questi classici, formano le menti di milioni di cinesi-e-non in tutto il mondo.

 Il Taoismo religioso ha più lontane origini di quello filosofico ed è figlio dello sciamanismo. Mircea Eliade ci informa che nell’antica Cina vi erano particolari persone chiamate Wu, i cui poteri erano molto simili a quelli degli sciamani di ogni continente.  Eva Wong ci racconta come cinque mila anni fa certi capi tribù cinesi avevano poteri eccezionali: “dominavano gli elementi, i fiumi si piegavano al loro volere, le piante e gli animali rivelavano loro i propri segreti, parlavano con forze invisibili, salivano ai cieli e si recavano sottoterra…” Il più importante di tali capi tribù fu Yu, un essere immortale non generato da madre ma direttamente dal padre . Famosa  è la danza di Yu, capace di far volare fino al cielo. La stessa Eva Wong ci ricorda come intere generazioni di sacerdoti taoisti, di sciamani, di mistici, l’ abbiano eseguita, e come ancor oggi è eseguita da “praticanti di arti marziali interiori”.

Il Taoismo filosofico nasce invece Fra il 475 e il 221 a.C. in un particolare periodo storico detto “degli stati combattenti”. “Confucio e Meng-Tzu sostenitori dell’ordine sociale e della virtù; Mo-Tzu, filosofo dell’amore universale e del sacrificio personale; Han-Fei-Tzu, il legalista; Kung-Sun-Lung, il sofista; Sun-Tzu, lo stratega militare, e i giganti del pensiero taoista, Lao-Tzu, Chuang-Tzu e Lieh-Tzu” (Eva Wong) sono vissuti tutti nei primi cinque secoli avanti Cristo, lo stesso periodo in cui vissero i più grandi filosofi greci ed in cui esplose il buddismo. Questo è il periodo classico  taoista,definito così per via dei tre classici del taoismo che portano il nome dei suddetti tre giganti.

Vogliamo riportare un paio di brani del Chuang-Tzu per far capire la grandezza del Maestro (Tzu) Chuang, allievo del Maestro Lao. Uno é “Dov’è il Tao”  nella bellissima traduzione di Mario Novaro in “Acque d’autunno” dell’edizione Laterza:

                       Tung Cuozè chiese a Ciuangze: “ciò che chiamate Tao dove si trova?”

Ciuangze rispose: “in ogni luogo”.

“Dammi un esempio” disse Tung Cuozè”.

“E’ qui in questa formica”.

Dammi un esempio più basso”.

“E’ in questa gramigna”.

“Ancora più basso”.

“E’ in questo coccio”.

“Più basso ancora!”.

“E’ in questo letame!”. 

Tung Cuozè restò in silenzio.

“La tua domanda, maestro mio”, disse Ciuangzè, “non tocca l’essenziale…nulla è fuori del Tao…

Cerca di peregrinare con me al castello di Nessunluogo, là dove tutto è uno. Là vorremo parlare di infinità. Cerca di venire con me nel Farnulla. Là è semplicità e silenzio, oblio e purezza, armonia e pace. Lo spirito è sciolto. Se va non sa dove. Va e torna, né sa dove si fermi. Avanti, indietro, senza meta. Si libra fuori dei limiti, dove la più gran conoscenza non trova confini.

Quegli che fa le cose ciò che sono non ha i limiti delle cose; limiti hanno le cose in quanto cose. Esso è il confine, esso è l’infinitezza dell’illimitato”. (pag.140,141)

Per chi volesse comparare diverse traduzioni troverà lo stesso brano alle pagg. 178,179 dell’edizione Tea, alle pagg. 242,243 dell’edizione Mondadori, e alle pagg. 202,203 dell’edizione Adelphi.

L’altro brano è il N° 54 del settimo capitolo dell’edizione Tea (pag. 62).

“Non essere un assegnatore di nomi, non essere un ricettacolo di proponimenti, non essere un assuntore di imprese, non essere un propugnatore di sapienza. Con la persona contieni tutto l’infinito e vaga nell’inapparente, dà fondo a tutto ciò che ricevi dal Cielo e non guardare al guadagno: sii soltanto vuoto.

L’uomo sommo usa il suo cuore a mo’ di specchio: non favorisce e non avversa, riflette e non tiene. Perciò può eccellere sulle creature senza averne danno”.

Abbiamo riportato questi pochi brani di taoismo per dare un assaggio della sapienza di questi tre grandi maestri, e soprattutto per invitare a leggere le loro opere. Gli aforismi del Tao-Te-Ching, le allusioni e le storie del Chuang-Tzu e gli insegnamenti di Lieh-Tzu, sono dei capolavori unici. In occidente non esiste nulla di simile. L’occidentale religioso può trovare in essi fonte di ulteriore ispirazione e approfondimento spirituale; la personale creativa può “ricominciare” la sua vita d’artista; lo studioso di filosofia può allargare i propri confini; la persona comune può attingere tanto ma tanto buon senso e senso pratico. Sono libri per tutti e per tutto perché impregnati di Tao fino al midollo; sono finestre spalancate sull’inconoscibile (!); sono persino letteratura senza età; sono etica, morale, politica. Sono, insomma, manuali di vita.

Adesso parliamo del Chi.  

Martin Palmer, nel suo “Il Taoismo – conoscenza e immortalità” della Xenia ed., ci informa che ” in cinese, la parola per ‘immortale’ è composta di due ideogrammi che significano ‘uomo e montagna’ ed era sinonimo di ripudio della vita secolare”. Tale ideogramma suggerisce l’idea di assoluto distacco dal mondo, di solitudine e di introspezione continua, o in altri termini la via della trasformazione interiore, che nulla ha a che vedere con la ricerca dell’immortalità condotta con magiche erbe o con trasformazioni del corpo. Si tratta di alchimia interiore. Spesso (e ciò vale anche per l’alchimia occidentale) delle tecniche di meditazione interiore vengono camuffate: sembrano tecniche di unione sessuale, mentre invece hanno a che vedere con la circolazione del respiro. Ed ecco che allora l’organo maschile rappresenta il naso, il mantice che alimenta il fuoco della fornace; la fornace alchemica è il cinabro inferiore (altezza dell’ombelico); l’organo femminile è la bocca che durante l’esercizio deve essere aperta o chiusa; ecc. Un caso simile lo incontriamo, per esempio negli insegnamenti del maestro Chuang a proposito della “magia del tuono” (vedi Taoismo Religioso esoterico – M.R. Saso, pag. 200 e segg.). Riportando gli insegnamenti del maestro, il nostro autore ci fa notare, a proposito di questa particolare tecnica, quanto la rendono diversa da quella analoga  ma differente che in India è basata sul risveglio della Kundalini: qui la purificazione avviene nel campo di cinabro inferiore. Per i curiosi, diciamo che tale tecnica  del tuono consiste nell’incamerare, in Primavera e dopo il primo temporale  del nuovo anno lunare, aria elettrificata, accompagnando la respirazioni con mantra e mudra. Dopo aver fatto circolare “il tuono” per tutti gli organi del corpo, alla fine lo si immagazzina nella “vescica della milza” . Esso verrà utilizzato al momento della meditazione di purificazione, per accendere il fuoco nella fornace.

E’ un po’ quello che consiglia di fare il Mutus Liber nei mesi primaverili con la raccolta della rugiada celeste (respirazioni al chiaro di luna con cielo limpido).

Il Chi  ( o Ki) è Energia Universale. Gli indiani lo chiamano Prana. Esso ubbidisce ai comandi della mente: da qui i numerosi esercizi di visualizzazione. Esso è presente in abbondanza negli occhi, nelle mani e soprattutto nel cinabro inferiore. La prima cosa da capire è che tale energia tanto più è forte quanto più la mente del praticante è calma ed il corpo rilassato e centrato nell’ombelico. Altra cosa da sapere: il Chi può essere “esteso” attraverso particolari esercizi mentali.

“Il maggior ostacolo nello sviluppo del Ki, è pensare di sapere già…il Ki è sfuggente per natura, la mente può dirigerlo ma non contenerlo. Non si può sperare di consolidarlo senza una pratica regolare nel corso di tutta una vita” (W. Reed).  Il termine Qigong racchiude  tutte le tecniche che mirano allo sviluppo del Chi. Il Ki rimarrà un mero concetto taoista fino a che non lo si sarà sentito scorrere all’interno dei canali della fisiologia taoista, e quando  esso scorrerà produrrà in ogni individuo sensazioni particolarissime, personalissime (scuotimenti, tremori, calori, sudori, scioglimento delle cartilagini, arresto del respiro, leggerezza, ruotamenti, erezioni, orgasmi interiori, ecc.). Importante è non allarmarsi, non rimanere sull’esperienza, ma continuare la pratica. Tali esperienze non sono la meta. Come per il Kundalini Yoga anche qui è importante godere di buona salute fisica prima di avventurarsi in esercizi di respirazione, o per lo meno conoscere il proprio stato fisico, affinché possano, per esempio, essere allungati o accorciati i tempi dell’ inspirazione o dell’espirazione, della ritenzione. Se il praticante è un iperteso o stitico dovrà allungare la fase espirativa, e viceversa se è ipoteso. Anche qui consigliamo di affidarsi alle “cure” di un valido maestro taoista. Se dovesse trattarsi di un occidentale, l’ideale sarebbe un laureato in medicina specializzato in agopuntura, conoscitore dei classici del taosismo filosofico e religioso, e che abbia seguito gli insegnamenti di un valido maestro cinese. Non per nulla Yogamurti e Salimei, nel loro “Ci-Kung” pag. 44 ci dicono che “Sbagliando le tecniche respiratorie, può accadere che la circolazione del sangue e quella del Ci entrino in conflitto dando dei malesseri farmacologicamente incurabili”, oppure che “gli effetti del Ci in un corpo impreparato possono dare cortocircuiti magnetici con dolori locali acuti e infiammazioni”, o anche che “Generalmente chi non pratica una respirazione impercettibile e cosciente ha distrutto il percorso naturale del Ci, che, pertanto, prende altre vie provocando grossi disturbi organici”. Non è quindi un caso se all’inizio, respirazione e agopuntura andavano a braccetto: ogni malattia provoca spostamenti dei punti energetici, la cui localizzazione è personale e va ricercata da un esperto agopuntore. Ma gli avvertimenti non finiscono qua. I  suddetti autori ci ricordano anche: “Se la inspirazione e la espirazione sono tra loro in un rapporto casuale, si produrranno nell’organismo delle turbe, che investiranno l’atmosfera in fase espiratoria. Si emetteranno dei vortici magnetici malsani e tutto il respiro umano, non ritmato, costituirà una pericolosa fonte di inquinamento biologico e un pericolo per la salute delle piante”(pag. 16). Per chi non l’avesse capito, una tale espirazione è velenosa, intossicante.

Il respiro non va mai forzato. Il principiante dovrebbe solo respirare naturalmente. Tutte queste cose e molte altre ci vengono insegnate dal Ci Kung che è la scienza del respiro.

La letteratura sul Taoismo, negli ultimi tempi è diventata tanto vasta quanto quella sullo Yoga, e i maestri (o pseudo tali) del settore si sono moltiplicati come conigli. Il consiglio che vorremmo dare a coloro che si avvicinano a tali profonde e non facili discipline sono simili a quelle che daremmo ad un autodidatta del tennis: compratevi una racchetta non molto costosa ed una scatola di palline da tennis; procuratevi un manuale facile per apprendere le regole fondamentali; dopo avere letto attentamente le regole principali, procuratevi un amico disposto a condividere l’avventura, prenotate un campo per qualche ora, e provate senza strafare. Dopo, quando avrete capito che fa per voi, cercate un maestro e fatevi guidare, ma che sia un maestro scritto all’albo, abilitato all’insegnamento…

Noi, che siamo eterni principianti, con questo brevissimo scritto stuzzichiamo la curiosità di chi è portato, per fare di lui l’ennesimo principiante che tale rimarrà per tutti gli anni della ricerca.

Ad una persona attenta, a volte bastano due tre cose per cominciare: chi è orientato verso l’interiorità e la conoscenza è in grado di capire qualunque linguaggio, sia esso taoista, yogico, cabalistico, mistico, zen, o che so io. Ma una cosa è importante nel nostro caso particolare: chi vuole cimentarsi con le tecniche di meditazioni taoiste, a nostro parere, dovrebbe prima leggere i classici del Taoismo filosofico, che più che filosofia nel lato senso occidentale è via della conoscenza come lo è il Jnana yoga, il Vedanta.  Tali classici insegnano le cose fondamentali di ogni tipo di meditazione, e cioè il distacco, la purificazione, l’umiltà, il buon senso, il seguire la natura e le sue leggi, e quant’altro serve per calmare il cuore e la mente. Un cuore agitato e una mente in fermento non permettono alcun tipo di meditazione.

Prima di parlare della pratica, voglio riportare una frase significativa di Huai – Chin  Nan

“Coltivare il Tao per la propria longevità personale è l’estrema dimostrazione dell’egoismo della natura umana”.  Lo stesso ci spiega che l’ideogramma di Chi significa non fuoco, e che se fuoco è il forte desiderio sessuale colmo di lussuria, il pensiero molto agitato o insoddisfatto , e in genere una mente irrequieta, ebbene, in assenza di tale fuoco si è pieni di  non fuoco, Chi, energia vitale.

E’ per questo motivo che la calma mentale è una delle prime cose da ottenere in ogni pratica spirituale, e per lo stesso motivo tutte le religioni del mondo predicano ai novizi la castità e la povertà, cioè il distacco dalla mondanità. Ma i cinesi per designare il Chi usano altri due caratteri, di cui uno vuol dire “aria naturale” e l’altro “respiro”. Ora, ognuno di noi ha dentro di sé questa “infinita energia latente” che rimarrà tale e verrà persa con la morte se con appropriate tecniche non si provvederà a purificarla. Pertanto occorre raffinare il respiro calmando la mente: da grossolano esso diventerà leggero, ed in fine sarà talmente sottile che si interromperà, dando luogo ad una particolare respirazione che interesserà il Tan Tien inferiore. Tale parola pare significhi “zona della pancia” (per altri Tan è pillola dell’immortalità, e Tien significa campo), indica appunta una zona che sta aldisotto dell’ombelico. Nella meditazione taoista questo centro è molto importante. Quando tale tipo di respirazione addominale inizierà, nella zona dell’ombelico accadrà qualcosa, come se il diaframma ruotasse su se stesso, come se una sorta di elica convogliasse energia per mandarla su, lungo uno dei canali sottili della fisiologia taoista. Ma a questo punto accadrà che la mente si concentrerà sul movimento del Chi e quindi ne ostacolerà lo scorrere. Ma torniamo al Chi. Esso ha due polarità che non vanno considerate opposte, ma complementari. Ciò vuol dire che tali polarità devono essere mantenute sempre in costante equilibrio, perché incrementarne una a discapito dell’altra vorrebbe dire disequilibrio e distruttività (interna ed esterna). Per dirla in termini junghiani le quattro funzioni dell’Io (pensiero, sentimento, intuizione e sensazione) devono essere in equilibrio. Se una di esse è assente, la persona è squilibrata. Rimanere centrati nel Tan tien inferiore è il punto di partenza. Come per lo Yoga, la posizione corretta per meditare prevede che si tenga la schiena dritta. Per un occidentale, a meno che non abbia le cartilagini sciolte, nel qual caso può assumere una delle tante posizioni che i numerosi manuali consigliano e  che sono molto simili alle asana dello Yoga, è preferibile star seduti su una sedia. Tale tipo di meditazione prevede visualizzazioni e rappresentazioni mentali, e concentrazioni sulle tre cavità o Tan tien. Il primo abbiamo visto che si trova sotto l’ombelico, il secondo, quello mediano,si trova nel petto all’altezza del cuore, il terzo, quello superiore, si trova fra le sopracciglia. Tuttavia è previsto anche un punto sopra la testa. Qui è d’obbligo avvertire che prima di procedere a tali tipi di concentrazione occorrebbe assicurarsi del proprio perfetto stato di salute. In ogni caso è sempre consigliabile cominciare sotto la guida di un maestro esperto (non ci stancheremo mai di ripeterlo), preferibilmente medico e conoscitore del cinese, piuttosto che finire sotto le grinfie di un cialtrone. 

Noi siamo autodidatti ed eterni principianti, sempre pronti ad imparare e verificare le più disparate discipline. In commercio esistono degli ottimi libri, ma ne esistono anche di meno buoni. Abbiamo tanto insistito perché si cominci con lo studio della filosofia taoista, perché nei classici è detto anche come procedere lungo la “via”. Uno qualunque di loro può dare quello che cento mediocri testi di meditazione possano fornire. La Saggezza è una chiave universale: una sola intuizione di Sun-Tzu o Lao -Tzu può farti volare su questa “via” più di mille ore di meditazione. 

Ma torniamo al nostro Tao e al nostro Chi. A proposito di Tao, qualcuno (purtroppo non ricordiamo chi) ha detto che volendo fare un paragone fra il Dio Occidentale ed Esso si troverebbe in difficoltà, perché la Divinità occidentale è esclusivamente maschile, mentre il Tao è composto di Yin e Yang. Per tanto il paragone potrebbe reggere solamente acccostando al Dio d’occidente esclusivamente lo Yang. Questo potrebbe essere un bello spunto d’approfondimento, che però noi in questa sede non possiamo permetterci per questioni di spazio e di tempo. Questo saggio vuole essere solo una sintesi stringata del vastissimo mondo taoista, ed ha un duplice scopo: quello di concludere un discorso che era cominciato con “Kundalini e dintorni”, e che era proseguito con “Reich e la scoperta dell’Orgone”. Unico suo scopo è offrire ai curiosi viaggiatori della grande rete che non ne sapessero nulla, un assaggio della millenaria saggezza cinese, con la speranza che qualcuno per suo conto possa dopo approfondire e, perché no, divenire magari uno studioso della materia.

Stavamo parlando dei Tan Tien, dei campi di cinabro. Stavamo anche parlando dei rischi che un fisico ammalato può correre nel caso di una inopportuna concentrazione, per esempio, fra  le sopracciglia. Si potrebbe incorrere in un innalzamento della pressione del sangue. Tuttavia, in generale, la concentrazione è della massima importanza, perché se la mente non è capace di concentrarsi “è assolutamente impossibile aprire la via del Chi” (Huai-Chin Nan). D’altro lato, va considerato anche che, se con una seria discesa nella propria interiorità non si riesce a giungere alla vera causa dei blocchi energetici che si manifestano nei modi più disparati nel corpo e nella mente, a nulla serviranno tutte le tecniche di rilassamento che momentaneamente possono anche dare sollievo. Su questo punto la pensiamo esattamente come James Hillman: “Ho poca fiducia nelle terapie somatiche – le tecniche antistress, di rilassamento- che dei sintomi vogliono solo liberarsi”.

(il LINGUAGGIO della VITA – Rizzoli, pag. 29). Liberarsi per qualche tempo dei sintomi, non vuol dire averne vinto le cause.  Né ci si può illudere di sconfiggere problemi psichici con droghe, alcool o psicofarmaci. Reich (vedi il nostro saggio su di lui in questo stesso sito) con le sue rivoluzionarie tecniche ha cercato per tutta la sua vita di terapeuta di aiutare i suoi pazienti a vincere tali blocchi energetici. Nel suo “Il Tao della meditazione” , Jou Tsung Hwa, dopo avere dedicato metà del suo libro a introdurre in modo perfetto l’argomento, parla delle posizioni da assumere per meditare e dei vari tipi di meditazione. Infine parla, dei “tre tesori del corpo”, che sono “il Ching o secrezioni interne, il Chi o l’energia; e lo Shen o lo Spirito”(pag. 119), e dei tre livelli della meditazione taoista:Il primo è il trasferimento del Ching al Chi, il secondo è il trasferimento del Chi allo Shen, il terzo è il procedere dallo Shen al Vuoto o Wu Chi.  Per  tutto il tempo della pratica al meditante è raccomandata un’ attività sessuale moderata (ognuno deve scoprire i propri giusti ritmi), ed altrettanta moderazione in tutto. Poi ci viene suggerito un esercizio di concentrazione che permette di raggiungere il Tan Tien inferiore dal basso. Si tratta di contrarre gli sfinteri anali e di covare la pressione verso l’alto che scaturisce dalla contrazione proprio nel Tan Tien. Gli occhi concentrati su questo punto “coveranno” tale pressione come farebbe una gallina con l’uovo. Già questa iniziale pratica può dar vita ad eccitazione sessuale, il che è positivo. Ma positivo non è indugiare su tale eccitazione, perché voler aumentare l’attività sessuale usando questa energia indebolirà il corpo più di com’era prima della pratica. Per non parlar di satiriasi (equivalente maschile della ninfomania, quindi uno stato patologico caratterizzato dalla continua ricerca della soddisfazione sessuale). Ricordiamo al ricercatore che l’energia segue la mente, e se la mente si concentra troppo spesso sul centro sessuale l’energia corre là e alla fine, diventando incontenibile vorrà allentare la tensione ed esplodere verso l’esterno. L’orgasmo, come Reich insegna, è salutare, ma, aggiungiamo noi, nella moderazione. Torniamo alla meditazione. Finché permane l’eccitazione sessuale occorrerà inspirare e contrarre l’addome, e, visualizzando l’energia che si muove, si ripete lo stesso esercizio per nove volte. Se le sensazioni permangono occorre proseguire… Quando nel Tan Tien si accumulerà parecchia energia, il Chi comincerà a scorrere nei Meridiani (canali sottili), due dei quali sono il Tu Mai  (Vaso Guida) ed il Jen Mai (Vaso Servo).

Il primo parte dal perineo e salendo lungo la colonna, circumnaviga la calotta cranica e si ferma sul labbro superiore; il secondo va dal labbro inferiore al perineo. Quando il praticante pone la lingua nel palato si forma un vero e proprio circuito: l’energia, convogliata dal Tan Tien vien fatta salire dal Vaso Guida e scendere dal Vaso Servo. Questo circuito vien detto Piccola circolazione celeste, per distinguerla dalla Grande circolazione celeste che interessa anche gli arti superiori e inferiori. La respirazione ritmata dovrà accompagnare questa Piccola circolazione celeste: in salita si inspira, in discesa si espira. Con la Grande circolazione celeste “entreranno in funzione” gli otto Meridiani, ed il corpo del praticante diventa come quello di un bambino. Dopo si potrà passare a quanto accade sopra la testa e nel terzo occhio, ed a coltivare la luce. Ma tutto questo in un breve saggio non può trovare posto. Il nostro scopo era quello di introdurre al mondo taoista. Speriamo di esserci riusciti.

Non ci rimane dunque che fare l’ elenco dei testi consigliati, ed augurarvi buona lettura.

Di carattere generale

  • Fung Yu-Lan = Storia della Filosofia cinese – Mondadori
  • Anne Cheng – Storia del pensiero cinese (2 Vol.) – Einaudi
  • Eva Wong – Il grande libro del Tao
  • Giangiorgio Pasqualotto – Il Tao della filosofia
  • Martin Palmer – Il Taoismo – Xenia
  • Katya Walter – Il Tao del Caos – Piemme
  • Matgioi – La via taoista – Basaia
  • Nei-Ching (Canone Med. Interna Imperatore Giallo) – Mediterranee
  • Fritjof Capra – Il Tao della fisica – Adelphi
  • Jaques Lavier – Storia dottrina e pratica dell’Agopuntura Cinese – Med.
  • Felix Mann – L’agopuntura cinese – Bompiani
  • Vincenzo Calò – L’agopuntura
  • Henri Borel – Wu Wei – NeriPozza
  • Deng Ming-Dao = Il Taoista errante
  • Il Segreto e il sublime (misteri e magia del Taoismo – Mondadori
  • Francesco Casaretti – Totò Tatì e il Tao – Sperling &Kuìfer
  • Ray Grigg – Il Tao della Barca – Corbaccio
  • Ray Grigg – Il tao delle relazioni…  “

Classici

Lao – Tzu = Tao Te Ching – Mondadori; Newton; Editoriale nuova; Bastogi;Jaca Book;….

  • Chuang-Tzu = Mondadori;Tea;AdelphiLaterza;…
  • Sun-Tzu = L’Arte della guerra – Bur;
  • Confucio – I Dialoghi – Bur;
  • Thomas Clerry – il libro degli insegnamenti di Lao-Tzu = Mondadori;
  • Thomas Clerry – Il Libro dell’equilibrio e dell’armonia – Mondadori;
  • I King (Libro dei mutamenti) – Astrolabio;

Meditazione, alchimia, tecniche taoiste

-Henri Maspero – Il Soffio vivo – Adelfhi;

  • Chao Pi Ch’en – Trattato di alchimia e fisiologia taoista – Mediterranee;
  • Huai -Chin Nan = Tao e longevità – Astrolabio;
  • Jou Tsung Hwa – Il Tao del Tai-Chi Chuan = Ubaldini;
  • Jou Tsung Hwa – Il Tao della meditazione –  “;
  • Waysun Liao – I classici del T’ai Chi – Ubaldini;
  • Lu Tung-Pin = Il segreto del fiore d’oro –  “;
  • Michael R. Saso – Il taoismo religioso – “;
  • Monica Esposito – L’alchimia del soffio – “;
  • Da Liu – Tai Chi Chuan e meditazione – “;
  • Charles Luk- I segreti della meditazione cinese – “;
  • Isabelle Robinet – Meditazione taoista – “;

Mantak Chia – Tao Yoga – “;

  • Mantak Chia – Tao Yoga dell’Energia Cosmica – “
  • Mantak Chia – Tao Yoga e automassaggio – “
  • Mantak Chia – Tao Yoga femminile – “;
  • Mantak Chia – Tao Yoga dell’amore – “;
  • Yogamurti- Salimel = Ci-Kung = “;
  • William Reed – Ki – “;
  • Takahashi-Brown = Qigong – “;
  • Thomas Cleary – Taoismo pratico – Armenia;
  • Lu-Tzu – Il mistero del fiore d’oro – medit.;
  • Charles Luk – Lo Yoga del Tao – “;
  • Grant Muradoff – Tai Chi Chuan  (3 vol.) – Med;
  • Christopher J. Markert -iniziazione al Tan Tien – med.;
  • Paul Crompton – Il Tai Chi – Xenia;
  • Elio Occhipinti – Il Qigong – Xenia;
  • Patricia Muller – Pratiche taoiste – M.I.R.
  • Chang Dsu Yao – Roberto Fassi = Il Tai Chi Chuan – De Vecchi.

Published by Papinsky

“The hard and mighty lie beneath the ground While the tender and weak dance on the breeze above.”

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